Tactical Knife

DIFESA COLTELLO

I corsi e gli stage di AMOK KNIFE  TACTICAL SOLUTION  sono suddivisi  in due fasi:

- Tecniche di evasione, controllo e maneggio del coltello  

- Test Your Skills Amok (test di simulazione di difesa da attacchi multipli di coltello)

La formazione avviene attraverso l’insegnamento delle impostazioni di  tecniche di base e sequenze di utilizzo che affrontano ogni aspetto di difesa da attacchi e minacce da armi da taglio in ambito civile

- Difendersi Realmente da un Attacco di coltello

E' una realtà di fatto quanto ormai siano diffusi i coltelli anche tra chi non è un delinquente: forse proprio per il dilagare della delinquenza aggressiva, si è diffusa tra i giovani l' opinione che avere un coltello sempre con sè sia l' unico mezzo per riuscire a cavarsela quando si è nei guai con qualcuno.

Non voglio analizzare gli aspetti psicologici o sociali di questo atteggiamento, ma sottolineare un fatto che troppo spesso viene mistificato nelle arti marziali: dal coltello non ci si può difendere studiando le tecniche classiche, e in ogni caso riuscirci è questione di fortuna.

Questa osservazione va interpretata sulla base dei soliti fattori quali la capacità, volontà, condizione di chi lo usa e di chi subisce l' aggressione: ma in linea di massima è ancora opinione diffusa che le tecniche classiche delle arti marziali possano funzionare contro un attacco simile.

Quello che si vede nelle tipiche dimostrazioni sono attacchi che, aldilà della ovvia mancanza di aggressività, vengono portati su linee ben definite e telefonati in modo plateale.

In questo modo chi mostra la relativa difesa ha sempre tutto il tempo, lo spazio e la tranquillità per muoversi comodamente, dando sfoggio di applicazioni concettualmente valide ma praticamente impossibili.

L' aggressore si muove come un robot, attaccando e fermandosi con la lama immobile e il braccio solitamente teso, quasi stupito di come non sia andato a segno.

E a quel punto viene scaraventato, gli viene rotto un braccio al volo "per finta" (sfido chiunque a rompere un braccio al volo), viene neutralizzato con un solo colpo che si presume essere mortale, il tutto in modo molto scenografico con grida di autoconvinzione.

Queste esibizioni sono ancora molto di moda e ingenui spettatori restano positivamente impressionati da queste cose: è proprio quello che vorrebbero che fossero le arti marziali, un metodo per sgominare il delinquente più feroce con pochi movimenti micidiali e al tempo stesso armoniosi.

 

Ma il coltello è un' arma assolutamente letale anche in mano ad un inetto, e nessuna persona al mondo si sognerebbe di portare un affondo per poi subire miseramente la reazione.

Purtroppo i telegiornali riportano quasi quotidianamente di accoltellamenti spesso mortali per le ragioni più futili; Omicidi effettuati a volte da anziani, casalinghe o persino ragazzini, tutte persone prive di qualsiasi nozione di combattimento, ma decisamente fuori di senno.

Questi omicidi dovrebbero far riflettere quantomeno sulla facilità di uccidere con un coltello (spesso da cucina) e sulla difficoltà di difendersi da esso.

Spesso le vittime mostrano profondi tagli sulle mani, perchè istintivamente avevano cercato di bloccare l' arma: ma ben presto hanno ceduto al dolore e alla furia omicida, perchè tagliarsi fa maledettamente male.

 

E' chiaro che le aggressioni con il coltello non sono assolutamente paragonabili agli esercizi classici riprodotti in palestra:

 

- chi aggredisce con un coltello è quasi certamente infuriato e determinato a fare gravi danni, perchè è consapevole della pericolosità dell' arma.

- non si limiterà mai a portare un singolo attacco, ma ne porterà numerosi, veloci ed imprevedibili anche per via della scarica adrenalinica.

- se anche gli venisse bloccata la mano che tiene l' arma, avrà comunque ancora a disposizione l' altro braccio o potrebbe comunque tagliarci muovendo il coltello.

- a differenza di quanto succede con pugni e calci, spesso è sufficiente essere tagliati una volta per perdere lo spirito combattivo.

- l' attacco non avviene quasi mai come ci si aspetta, niente duelli da film: spesso chi ha il coltello attacca nascondendo fino all' ultimo l' arma oppure si lancia a capofitto nella collutazione senza lasciar intendere un bersaglio preciso.

 

Le tecniche classiche di difesa, sebbene fisicamente potrebbero anche funzionare, hanno quindi una valenza soprattutto teorica.

In una situazione di pericolo vero però sarebbe troppo rischioso tentare questi movimenti che in definitiva risultano inutili, quando non espressamente controproducenti.

 

Il classico test del pennarello può fugare ogni dubbio dai in mano ad un allievo un semplice pennarello indelebile chiedendogli di attaccare il compagno come se volesse accoltellarlo veramente.

Inutile dire che nonostante la sua esperienza, questi a fine esercizio si ritrovava inevitabilmente segnato da numerosi tratti, che rappresentavano i tagli subiti.

 

Le arti marziali non insegnano nessun superpotere nell' evitare i colpi, pertanto chiunque può provare lo stesso esercizio per capire quanto sia obiettivamente difficile non essere toccati da una lama; E anche dopo anni di allenamento mirati, difendersi da un coltello resta sempre un terno al lotto, senza contare che se l' aggressore è minimamente addestrato ad usarlo cade ogni speranza.

 

Parliamo quindi di percentuali di riuscita di una difesa che se per i più esperti è già bassa, per chi decide di allenarsi solo saltuariamente e non fa della difesa personale una ragione di vita scende fino quasi allo 0%.

Naturalmente questo non significa che non esista nessun accorgimento valido in merito, solo che è veramente improbabile far funzionare quello che si è abituati a vedere in dimostrazioni o film.

Allenare la difesa da coltello ogni tanto è solo uno sfizio giocoso, e farlo con le classiche tecniche è pressochè inutile se prima non si analizzano gli aspetti elencati sopra.

Cosa è possibile fare contro un aggressore armato di coltello?

 

Vediamo di analizzare pochi semplici accorgimenti base della difesa da coltello.

Sottolineo con forza che queste osservazioni non sono frutto di esperienze dirette ma di studi, discussioni e considerazioni obiettive dettate dal buonsenso.

Prima di tutto ribadisco che va considerata la situazione, perchè in base ad essa potrebbe risultare facile, impossibile o un caso di fortuna riuscire a cavarsela.

Va da sè che se chi ci aggredisce lo fa in uno spazio abbastanza aperto, non è determinato a farci davvero male, etc. le nostre chances aumentano; Se nella stessa situazione però noi siamo già terrorizzati dall' idea di poterci tagliare questo vantaggio sarebbe già perduto.

 

Quindi i primi fattori da considerare sono l' ambiente, i protagonisti e il loro stato d' animo.

Avere spazio a disposizione intorno a noi è una condizione importante, quindi dovremmo cercare di guadagnarne il più possibile: affrontare l' aggressore in un locale chiuso è naturalmente peggio che non portarsi, ad esempio, in strada.

Le persone in gioco naturalmente non sono una scelta su cui possiamo agire. Ma per intenderci se a minacciarci è un ragazzino esagitato piuttosto che un rugbista ubriaco o un tossico pronto a tutto, le possibilità sono diverse.

Allo stesso modo, se noi abbiamo delle nozioni dalla nostra potremo avere successo, contrariamente potremo solo soccombere.

Infine in base alla determinazione e stato d' animo dei conivolti potremmo riuscire o meno nella difesa.

In una rapina ad esempio, solitamente l' aggressore non ha realmente intenzione di ferire la vittima, che rappresenta solo l' ostacolo al suo obiettivo (la borsa o il portafogli).

Se costretto potrebbe attaccare ma senza la volontà di uccidere (sebbene un colpo mortale è ugualmente possibile).

Diversamente in una lite furiosa chi usa il coltello perde ogni scrupolo e attacca con cattiveria, ma proprio per questa furia potrebbe farlo in modo disperato dando modo ad una vittima lucida di applicare qualcosa di efficace.

Ma quando l' aggressore è freddo e consapevole la riuscita di una difesa è solo questione di fortuna.

In tutti i casi è chiaro come la nostra condizione mentale davanti al pericolo deve essere la più lucida possibile, e in questo senso bisognerebbe allenare prima di ogni cosa la nostra capacità di sopportazione dello stress emotivo.

Più o meno tutti si sono trovati in situazioni di tensione o pericolo imminente: riflettete sulle vostre emozioni e sensazioni in quei momenti per capire se sareste stati in grado di reagire e con quale freddezza.

A livello tecnico si tenga presente che quello che funziona per il combattimento a mani nude non vale completamente contro un' arma, perchè se un pugno o un calcio possono anche essere incassati "sacrificandoci" per ottenere un vantaggio, una singola coltellata anche scoordinata non è sopportabile con lo stesso spirito.

Il coltello è il centro della nostra attenzione, il vero pericolo parte da lì: perciò qualsiasi movimento decidiamo di fare deve tenere in considerazione una parata o un controllo della mano armata.

Anzi, il vero obiettivo è proprio quello di bloccare possibilmente con entrambe le mani il polso dell' avversario per avere un controllo e tentare subito il disarmo.

Disarmare da un coltello non è semplice, lasciate perdere le leve stilose delle esibizioni: se si riesce a catturare il polso ne nascerà una collutazione di forza in cui l' unico e solo obiettivo sarà quello di far mollare la presa: graffi, leve fortissime per rompere le dita o il polso, morsi, sputi negli occhi.. credo che di fronte alla possibilità di morire non ci sia niente di onorevole da rispettare.

 

Per avere un minimo di protezione c'è chi consiglia di avvolgere al braccio la giacca, la maglietta o qualunque cosa non ci esponga direttamente alla lama: tutte indicazioni valide a patto di ricordare che non si tratta di un duello con spade e scudi.

Degli spessi guanti di pelle tornerebbero certamente utili in simili situazioni, ma considerata la necessità di bloccare il braccio armato qualsiasi cosa possa proteggerci le mani senza limitarne troppo la presa torna utile.

 

Per quanto riguarda l' uso di armi a nostra volta è chiaro che sarebbe utile, ma solo a patto di saperle [Il simpatico Dundee mostra come difendersi da un' aggressione armata] maneggiare e soprattutto di essere consapevoli dei rischi ulteriori a cui si va incontro, sia a livello legale che di escalation della situazione; Un aggressore con un minimo di coscienza non rischierebbe di essere ferito ma potrebbe anche ritenersi sfidato e diventare ancora più aggressivo.

Comunque a parte le armi proprie si possono usare eventuali oggetti improvvisati (ombrelli, bastoni, cose appuntite per graffiare e lacerare, biro, la cintura sfilata, un giornale arrotolato per formare un cuneo rigido, gli occhiali da sole, chiavi..) e naturalmente uno spray balistico al peperoncino.

 

Purtroppo tutti questi accorgimenti tendono ad essere dimenticati all' istante quando servono perchè richiedono una lucidità propria solo di individui abituati ad avere sangue freddo.

Pertanto è consigliabile prevenire i rischi prendendo in anticipo le dovute precauzioni, come si conviene sempre nella difesa personale

 

FACTA NON VERBA FAMAS CODEX